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L’Abbazia di San Salvatore di Rio Sacro ad Acquacanina

Tra i pendii del Monte Ragnolo e del Monte Valdifibbia, tra una fitta vegetazione di faggi e noccioli, si trovava un antico monastero che venne fondato nel VI sec. lungo la valle del Rio Sacro dai monaci benedettini che adottarono la riforma camaldolese di San Romualdo. Oggi di quel primitivo monastero, che prese il nome di Abbazia di San Salvatore di Rio Sacro per via di un Crocifisso ligneo che veniva custodito al suo interno, non rimane pressoché nulla ed è possibile scorgerne solo alcune tracce tra il folto bosco che ne ha inghiottito quanto rimasto.

I monaci scelsero allora come loro nuova dimora e sede conventuale la Chiesa di “Santa Maria de Merigu”, una di quelle chiese che dipendevano dal monastero e che da loro venne fondata intorno all’anno Mille. A seguito del loro trasferimento la chiesa modificò il nome in Abbazia di Santa Maria di Rio Sacro. Nei secoli a seguire l’Abbazia venne ampliata e subì alcune modifiche fino ad arrivare ad assumere l’aspetto che è possibile ammirare oggi.

All’interno dell’Abbazia è possibile ammirare un affresco murale dov’è rappresentato il Martirio di San Sebastiano realizzato nel 1490 da Girolamo di Giovanni che in origine si trovava nella Chiesa di San Michele Arcangelo situata in località Campicino, un gruppo policromo della Madonna di Rio Sacro con il Bambino, opera del XVI sec., un affresco del 1390 raffigurante una Crocifissione che fu staccato e qui portato dalla Chiesa di Santa Margherita situata nella frazione di Vallecanto ed altre opere risalenti al XV e XVI sec. Tra le pregevoli opere che i monaci qui trasferirono dall’Abbazia di San Salvatore di Rio Sacro vi era anche il pregevole Crocifisso del Santissimo Salvatore, sempre oggetto di grande devozione da parte della popolazione e che venne trafugato nel 1974.

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